DOVE SIAMO


MILANO

DIREZIONE E SEDE CORSI E INFORMAZIONI

- Via Lorenzo Perosi, 3

(ZONA SUD OVEST MILANO)

Tel. 02 84213159

 

 

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info@sthenosacademy.com


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VIA LORENZO PEROSI 3 - 


I MEZZI PER RAGGIUNGERCI


METROPOLITANA MM 1 (LINEA ROSSA)

FERMATA BANDE NERE

A PIEDI: 1100 MT (13 MIN)

OPPURE:+ BUS 95 (FERMATA D'ALVIANO/SODERINI) + 290 MT A PIEDI (4 MIN)


BUS 58 CAIROLI (FN CADORNA) - BAGGIO

FERMATA SODERINI/NERI

A PIEDI: 20 MT (1 MIN)


BUS 95 ROGOREDO FS - LOTTO

FERMATA D'ALVIANO/SODERINI

A PIEDI: 290 MT (4 MIN)


BUS 61 BRASILIA - MURANI

FERMATA P.ZZA FRATTINI

A PIEDI: 500 MT (6 MIN)


TANGENZIALE OVEST

USCITA BISCEGLIE: 6.7 KM (11 MIN)

USCITA LORENTEGGIO: 6,7 KM (11 MIN)


DA A7 GENOVA MILANOFIORI

DOPO LA BARRIERA DI MILANO PROSEGUIRE DRITTI  PER VIA LA SPEZIA. ALLA 1A ROTONDA A SX IN VIALE FAMAGOSTA. PROSEGUIRE SEMPRE DRITTI PER 5,5 KM, DOPO P.LE FRATTINI, 1° SEMAFORO A DX E 1A VIA A DX.






qui a sinistra un simpatico video su come raggiungerci



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COSA VISITARE A MILANO

Milano è comunemente conosciuta come la capitale economica dell'Italia. Eppure questa definizione sta un po' stretta ad un città che ha molto da offrire sia dal punto di vista culturale che dei divertimenti. L'immagine di una Milano sempre seria e grigia appartiene a chi non conosce la capitale meneghina, che invece ha tanto da dare ai suoi visitatori. Si potrebbe cominciare dallo spazio verde dal Parco Sempione che fa da cornice al Palazzo Sforzesco, simbolo del potere della Milano ducale del passato. Passando per il conosciutissimo Duomo, capolavoro dell'architettura gotica, che domina l'omonima piazza. La galleria Vittorio Emanuele II, uno dei primi esempi di Liberty in Italia, fino ai navigli, che solleticarono persino la fantasia di un genio come Leonardo da Vinci, che ha donato a questa città uno dei suoi più grandi capolavori: il Cenacolo, dipinto nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. La zona di San Babila con la bella chiesa in stile neo-romanico, oggi fulcro della Milano città della moda e del polo del lusso. Insomma, le cose da fare e vedere in questa città, non sono certo poche. Ed è per questo che vogliamo consigliarvi 10 da fare e vedere durante una visita a Milano.


Il Duomo di Milano

Cosa può essere più rappresentativo di Milano se non il Duomo? La chiesa dedicata a Santa Maria Nascente, costruita per volere di Gian Galeazzo Visconti, è il simbolo della città. I lavori per il Duomo di Milano cominciarono nel 1386 e favorirono la nascita di un monumento stupendo, dotato di meravigliose vetrate e di bellissime decorazioni scolpite. Questa maestosa struttura è la testimonianza più significativa di architettura gotica, che non lascia spazio ad alcun dubbio: è l'unica in cui si fondono caratteri nordici ed elementi lombardi. La bellezza del Duomo è completata dalla guglia maggiore dove troneggia la celebre Madonnina, statua di rame dorato, alta ben 4 metri. Se visiterete la chiesa in una bella giornata di sole, potrete godere dalla terrazze una meravigliosa vista sulla città e sulle Alpi. All'interno non dovete perdere la zona del presbiterio, messa a nuovo nella seconda metà del 500. All'apice della volta absidale è situata la reliquia del Sacro Chiodo della Croce. Giusto per dare un po' di numeri sappiate che: nel Duomo ci sono 3.500 statue, compresi i 96 giganti dei doccioni, e che la struttura è lunga 157 metri, larga 92 metri e che la guglia è alta 108, 50 metri.



Il Castello Sforzesco di Milano

I milanesi sono legati al Castello Sforzesco da un sentimento di amore e odio a causa delle turbolente vicissitudini che lo hanno reso così celebre. Per secoli il Castello Sfrozesco è stato il protagonista di penosi eventi e per i milanesi divenne l'insopportabile emblema del potere repressivo praticato dai Signori di Milano o dai conquistatori stranieri. Finalmente nel Novecento il Castello cambiò volto e assunse l'aspetto confortante di un luogo di cultura, impiegato per tutelare le testimonianze dell'arte lombarda. Il nome del Castello fa riferimento al condottiero italiano e duca di Milano, Francesco Sforza che nel 1450 volle riedificare l'intera struttura. Le origini del Castello però sono ancora più lontane: fu eretto nella seconda metà del Trecento per volere di Galeazzo II Visconti, signore di Milano. Attualmente il Castello Sforzesco è ricco di musei: al piano terreno della Corte Ducale c'è il Museo d'Arte Antica, al primo piano la raccolta dei mobili e la pinacoteca, al primo e secondo piano della Rocchetta ci sono le raccolte d'Arte Applicata e il Museo degli Strumenti Musicali, nel sotterraneo della Corte Ducale ci sono il Museo della Preistoria e Protostoria e il Museo Egizio.


Quando: lun – dom 7:00 – 18:00 orario invernale, 7:00 – 19:00 orario estivo

L'ingresso al Castello è gratuito

Come: metropolitana MM1 fermate Cadorna e Cairoli, MM2 fermate Cadorna e Lanza. Bus: 43, 50, 57, 58, 61, 70, 94. Tram: 1, 3, 4, 12, 14, 20, 27.


Musei del Castello: mar – dom 9:00 – 17:30

Mai: il lunedì, il 25 dicembre, il 1° gennaio e il 1° maggio

Quanto: intero € 3, ridotto € 1, 50



I Navigli di Milano

L'affascinate storia dei Navigli comincia nella seconda metà del XII secolo, con la costruzione del primo tratto navigabile. Il primo canale, il Ticinello, venne inaugurato nel 1179, e con i suoi ben 50 chilometri di lunghezza, diede il via all'edificazione del Naviglio grande. Per la realizzazione dei Navigli furono messi all'opera importanti ingegneri e ancora oggi è possibile apprezzare il geniale sistema di chiuse concepito da Leonardo da Vinci verso la fine del Quattrocento: pensate era il lontano 1482 quando Ludovico il Moro affidò a Leonardo il compito di progettare un sistema per consentire la navigazione dal lago di Como fino a Milano. Nel corso degli anni i Navigli furono molto trascurati e nel 1977 lo Stato consegnò la gestione del Naviglio della Martesana alla Regione, che nel 1980 avviò un progetto di rivalorizzazione della zona. I Navigli un tempo erano molto popolari ed erano il ritrovo di negozietti e mercatini. Attualmente questa è diventata una zona molto esclusiva, dove modelle, artisti, rampolli e giovani universitari, vagano da un bar all'altro scambiando quattro chiacchiere. Ma l'atmosfera che si respira ai Navigli è davvero molto particolare, forse perché accanto ai locali "in" sopravvivono ancora le modeste botteghe artigianali, o forse perché i cortili delle case si colorano di tinte vivaci e intense con il calar del sole: quello che è certo è che ovunque si posi il vostro occhio, c'è qualcosa di bello ed emozionante da ammirare.



La Pinacoteca di Brera a Milano

Il Palazzo di Brera è stato eretto su un antico convento trecentesco del gruppo degli Umiliati e in seguito fu concesso ai gesuiti, che vi fondarono una scuola. Soltanto agli inizi del Seicento il Palazzo acquisì un aspetto sobrio e maestoso, grazie all'opera di Francesco Maria Ricchini. Nel 1773, dopo la rottura dell'ordine dei Gesuiti, il Collegio di Brera divenne proprietà dello Stato e si trasformò nella sede di alcuni dei più importanti istituti culturali della città per volere dell'Imperatrice Maria Teresa d'Austria. Uno dei più illustri protagonisti del Neoclassicismo in Italia, Giuseppe Piermarini, si occupò della collocazione della biblioteca, dell'imponente portale di ingresso su via Brera e dell'ultimazione del cortile, al cui centro spicca la statua di Napoleone in veste di Marte pacificatore. Durante tutto il XIX secolo cortili, logge, corridoi e atri furono predisposti per accogliere monumenti che glorificassero pubblicamente benefattori, artisti, uomini di scienza e cultura legati alla storia di Brera. La Pinacoteca di Brera nacque nel 1776 e doveva essere una collezione di opere significative destinate alla formazione degli studenti ma, quando Milano fu proclamata capitale del Regno Italico, diventò un museo ricco di quadri provenienti da tutti i territori acquisiti dalle armate francesi. La Pinacoteca di Brera si differenzia quindi dagli altri prestigiosi musei italiani, come gli Uffizi per esempio, perché non ha origine dal collezionismo privato dell'aristocrazia e dei principi, ma da quello di stato e politico. Il patrimonio della Pinacoteca crebbe sempre di più fino agli anni Settanta, in cui si arricchì di alcune collezioni di sorprendente bellezza degli artisti più importanti del primo Novecento, come Modigliani, Morandi, Carrà e Braque.


Quando: mar - dom 8:30 – 19:15

Mai: lunedì, 1° gennaio, 1° maggio e 25 dicembre

Quanto: intero € 10, ridotto € 7, 50

Come: metropolitana linea 2 fermata Lanza, linea 3 fermata Montenapoleone. Tram: 1-4-8-12-14-27. Bus: 61, 97



Quartiere Brera,

per i romantici, i bohémienne o aspiranti tali, gli innamorati dell'happy hour o solo per gli innamorati. Ma anche per i curiosi che si perdono davanti al luccicchio di nuove e antiche vetrine, e gli studenti che frequentano l'Accademia. Via Brera e dintorni è un angolo di estro nella Milano più avvezza ad usare misura, ordine, ragionamento e puntualità, rispetto al genio e alla sregolatezza. No, in questa via, invece, ci si può  lasciare un poco andare.

Ecco quindi che è auspicabile attardarsi a bere un aperitivo all'aperto davanti al Jamaica che ricorda la Milano degli artisti che si radunava a filosofare di pittura e letteratura, oppure fermarsi davanti ai tavolini di qualche sedicente mago, specie alla sera, per  farsi leggere le mani. Qui, soprattutto nelle piccole vie dei dintorni, dove è bello perdersi come in un dedalo incantato, c'è il lusso discreto di tante botteghe, negozi, locali che nascondono infiniti tesori, da scoprire e raccontare. Andando in direzione di via Solferino a due passi da via Brera ti ritrovi davanti a chiese che sono uno scrigno di tesori artistici come quella di San Marco.

Prendendo poi come riferimento l'ingresso dell'Accademia - vale la pena gettare uno sguardo all'interno del cortile  e visitare la preziosa Pinacoteca - ci si può dirigere verso il centro fino alla Scala, non prima di aver ammirato, sempre nella via, alcuni nobili palazzi della città.  C'è da ammirare, ad esempio, il sobrio barocco di Palazzo Cusani, e  da visitare alcune storiche Gallerie d'arte.



La Galleria Vittorio Emanuele II di Milano

La famosa Galleria Vittorio Emanuele II, il cosiddetto salotto di Milano, fu costruita perché nella prima metà del XIX secolo la città guardava con invidia le evoluzioni urbanistiche delle grandi capitali europee e desiderava esserne all'altezza. Nel 1859 l'idea di un passaggio coperto che mettesse in comunicazione Piazza Duomo e Piazza della Scala si fece sempre più concreta e così fu indetto un concorso internazionale per valutare le proposte di diversi architetti. Ben 176 architetti proposero le loro idee e fra tutte spiccò quella di Giuseppe Mengoni, che pensò ad una lunga galleria attraversata da un braccio, con un'ampia sala ottagonale al centro dell'incrocio. Nel 1865 cominciarono i lavori con la sistemazione della prima pietra direttamente da parte di re Vittorio Emanuele II di Savoia, e due anni dopo la Galleria venne inaugurata anche se ancora incompleta e senza la presenza del re. Ma la costruzione della Galleria Vittorio Emanuele II ha un epilogo tragico: il suo ideatore, Giuseppe Mengoni, morì proprio durante un'ispezione della sua "creatura". Molti non pensarono ad un incidente casuale, ma ad un vero e proprio suicidio dovuto alle numerose critiche rivolte alla sua opera e alla delusione causata dall'assenza del re all'inaugurazione: nessuno poteva immaginare che il re era in pessime condizioni di salute e che sarebbe morto solo pochi giorni dopo. La Galleria attualmente è ricca di negozi in cui fare shopping e bar in cui sostare per un buon caffé.



Il Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano

La tanto famosa, discussa e anche ambigua, secondo le teorie del noto scrittore Dan Brown, Ultima Cena di Leonardo da Vinci, è custodita gelosamente all'interno del refettorio del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie di Milano. Leonardo realizzò quest'opera di sorprendente bellezza sulla parete nord della grande sala tra il 1494 e il 1498, nel corso della signoria di Ludovico il Moro. Il geniale Leonardo eseguì questo capolavoro a "secco", invece che con la tecnica ad affresco usata di solito per le pitture a muro. Purtroppo nel corso del tempo, a causa delle condizioni ambientali e degli eventi storici, l'opera ha subito dei pesanti deterioramenti. Numerose sono state le opere di restauro sull'Ultima Cena, e in particolar modo quella del 1999 ha restituito al dipinto i suoi colori originali e ha rimosso gli interventi precedenti di pittura. Per evitare che il dipinto possa ancora essere danneggiato, è conservato in particolari condizioni ambientali, determinate dal trattamento dell'aria, ed è visitabile soltanto da gruppi di massimo 25 visitatori per volta, ogni 15 minuti.


Quando: mar – dom 8:15 – 19:00

Mai: il lunedì, il 1° gennaio, il 1° maggio e il 25 dicembre

Quanto: intero € 6, 50, ridotto € 3, 25